Nella società postindustriale incalza sempre più un'epidemia silente, per cui i propri denti sembrano non trovar più spazio nell'osso del proprio volto. I crani si modificano, iniziano a crescere sempre più in verticale, con nasi più prominenti e col setto deviato, denti accavallati e morso misallineato. Sia l'estetica che la funzione ne vengono impattate fortemente, le vie respitatorie ostruite, con una serie di ripercussioni annesse sul sonno e benessere generale. La visita presso l'ortodonzista viene ormai ritenuta un rito di passaggio puberale, l'installazione di apparecchi una condizione inevitale, indice di "progresso". I risultati ortodontici tuttavia non sono mai risolutivi.
La prevenzione resta sempre molto meglio della cura. La prevenzione è possibile nei primi dieci anni di vita.
La civiltà spesso vuole offrirci soluzioni a problemi che essa stessa ha generato. Basterebbe evitare quei problemi.
È un’ovvietà ma, come spesso accade, non per i più.
La malocclusione non è una condizione genetica.
Può esserci senza dubbio una predisposizione, così come oggi si parla anche di predisposizioni nella sfera psicologica, ma saranno sempre i parametri ambientali, non a caso generalmente condivisi dall’intera famiglia, a determinare il mancato sviluppo maxillofacciale, la mancanza di spazio necessario per la formazione di ciascun dente. Non esiste individuo, salvo in rare malformazioni facciali congenite, che non possa sviluppare con pienezza l’assetto oro-mandibolare del suo volto.
La natura non ha mai voluto individui senza abbastanza spazio per i propri denti.
Con l’impiantarsi dei dettami di una società sempre più industriale assistiamo di contro a volti che si sviluppano in verticale, con mascelle strette, nasi spropositati e chiusi, menti estrusi o incavati, mandibole poco definite, e denti storti.
Il risultato finale, al di là dell’estetica poco gradevole come conseguenza, è una riduzione delle vie aeree, scompendio del respiro, mancanza di energia e in molti casi problemi di salute.
Tutto ciò, come spesso accade, non è causato da una natura difettosa. Non è neppure una concomitanza genetica. Sono condizioni ambientali.
La principale causa, quella più deleteria, trattasi di un’abitudine errata, la respirazione orale.
Se vedi i tuoi bambini respirare con la bocca, bisogna intervenire.
La postura orale (di labbra chiuse, denti dell’arcata superiore che si toccano lievemente con l’arcata inferiore, lingua a riposo sul palato e respirazione nasale) è essenziale, vitale per consentire uno sviluppo facciale ottimale. L’esercizio muscolare della lingua sul palato e il ripristino delle vie nasali valgono più di qualsiasi apparecchio disponibile sul mercato ortodontico, volto a “raddrizzare i denti” e mai a risolvere la causa, mai ad armonizzare i denti nel contesto mascellare.
Affidarsi passivamente ad un apparecchio non è mai la soluzione per tornare allo stato di natura. Lo stato di natura non è una costruzione di filosofi od espressione vana. Significa totale accordo di forza fisica e forza mentale, ottenimento del proprio potenziale. In questo discorso, stato di natura significa uno sviluppo corretto, funzionale e visivamente gradevole della propria bocca.
Altri fattori tipici della società industriale che concorrono ad impedire una crescita mascellare adeguata per la formazione dentale:
- assenza dell’allattamento al seno.
Studi hanno rilevato come non sia soltanto il contenuto a rendere il latte materno essenziale, ma anche la modalità attraverso cui il cucciolo d’uomo si nutre, importante per lo sviluppo facciale. Nei paesi in cui l’allattamento materno è prolungato (1-2 anni circa) ci sono meno probabilità di sviluppare difetti temporomandibolari.
- svezzamento con cibi in poltiglia.
Ancora una volta, non si tratta del contenuto del baby food né soltanto del discorso ormai di moda intorno all’autosvezzamento e l’autonomia del bambino. L’idea è che l’imbocco passivo con poltiglie non consentirebbe di sviluppare sin da subito la muscolatura facciale. Il bambino dal momento in cui è capace di reggersi seduto senza supporti, anche se senza denti, sarebbe in grado di masticare. Se questa funzione viene ristretta e proibita, il rischio di atrofizzazione della muscolatura è più elevato. Dall’introduzione del baby food i casi di sviluppo orale mancato e mandibole non definite sono molto più comuni.
Dulcis in fundo:
- vita in uno spazio chiuso.
Nelle nostre case, seppur pulite ed arieggiate, aleggiano svariate sostanze nocive per la nostra respirazione. Polveri, detersivi e certi animali domestici rinchiusi non fanno che aggravare la situazione. Forse l’intolleranza a sostanze come benzene e formaldeide, presenti anche nella mobilia, potrebbe essere più spiccata in alcuni e meno in altri. Di conseguenza alcune persone sarebbero più suscettibili di altre a certi agenti inquinanti (come in ogni altro disturbo e malattia) e avrebbero così la tendenza ad avere il naso più congestionato di altri. Il naso chiuso e congestionato fa sì che la respirazione devii. Essa invece di avvenire attraverso il naso finisce per espletarsi tramite la bocca.
Questa maggior sensibilità alle polveri o agli agenti inquinanti degli spazi chiusi, che induce molti bambini alla respirazione orale, potrebbe essere la vera base genetica nei disturbi maxillofacciali. Va da sé inoltre l’importanza di mantenere una dieta variegata e povera di zuccheri e grani raffinati. Non è del tutto da escludere che la flora batterica all’interno della propria bocca influisca nella definizione del suo assetto scheletrico.
Tutti questi fattori ambientali che conducono alla respirazione orale e ad uno scarso tono muscolare nella prima decade di vita sono evitabili. Per riassumere, la forma dei denti può avere origine genetica, ma lo spazio di questi denti all’interno della propria bocca dovrebbe essere garantito a prescindere dalla seduta ortodontica, garantito per natura.
La malocclusione è evitabile.
Fonti: “Jaws” di Sandra Kahn e Paul R. Ehrlich, “What will my baby look like?” by John Mew, e le mie osservazioni.